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Il centro Nanà festeggia il suo primo “diploma”

Il centro Nanà festeggia il suo primo “diploma”

Che sia da esempio tutti i ragazzi del Centro Nanà: si festeggia con grande orgoglio e felicità il giovane proveniente dall’Albania che ha donato alla grande famiglia Dedalus questo importante risultato.

 

 

Aleksander festeggia il suo traguardo.

Benchè possa sembrare una goccia nel mare di un mondo investito da plurilaureati, multidecorati e super titolati, il piccolo ma grande centro Nanà festeggia con grandissima soddisfazione il suo primo diploma…o permeglio dire diplomato!

Si chiama Aleksander Balliu, è nato diciannove anni fa a Tirana e sogna di diventare un ingegnere. Ed il primo mattone l’ha messo proprio nei giorni scorsi ottenendo, con grandi sacrifici e tanto impegno, il tanto agognato  e sudato diploma  “E’ stata una vera sfida – racconta il giovane – la terminologia scientifica è stato uno degli impedimenti che spesso mi hanno portato a voler mollare. Il mio italiano ancora stentato…ogni procedimento matematico o dimostrazione scientifica diventava doppiamente faticosa perché dovevo prima comprendere il significato delle parole. Il supporto degli insegnanti e dei compagni di classe è stato indispensabile per raggiungere questo grande traguardo!

 

 

 

Ed ora si pensa al futuro. “Vorrei continuare a studiare per diventare ingegnere. Mi piace l’informatica e spero fortemente di riuscire a realizzare il mio sogno… non importa quanto sarà dura”.

“Siamo davvero felici di questo grande traguardo – dice Margherita Torello, insegnante di italiano alla cooperativa Dedalus – delle volte abbiamo pensato di non farcela, ci siamo interrogati ripetutamente su questa nostra scelta ed abbiamo avuto paura di aver spinto Aleksander in un percorso troppo complicato. Aleksander è un ragazzo davvero motivato e particolarmente portato per le materie scientifiche ma è in Italia da circa tre anni, le difficoltà di studiare in italiano e non in albanese delle volte erano come dei macigni. L’impegno, la determinazione e la capacità di Aleksander con il grande aiuto e sostegno dei professori e del Preside dell’istituto scientifico Adriano Tilgher di Ercolano Giuseppe Montella ci hanno permesso di festeggiare questo “nostro primo diploma” che rappresenta una vera grande vittoria per tutti noi del centro interculturale Nanà”. Un ringraziamento speciale va anche a Marilina, volontaria ed insegnante, che ha seguito Aleksander nella preparazione all’esame di Stato, soprattutto nei momenti più intensi.

Claudia Cannavacciuolo

Con Margherita, Paola e Marilina.

I bei momenti sono da condividere.

Ramadan: una grande festa al centro Nanà per la fine del “Mese Santo”.

Ramadan: una grande festa al centro Nanà per la fine del “Mese Santo”.

La fine del Ramadan è un momento molto sentito per tutti i giovani musulmani del centro Nanà che coinvolgono davvero tutti in una bella e gioiosa festa

 

Si sono riuniti tutti, questa mattina, i giovani del centro interculturale Nanà per festeggiare insieme come in una grande famiglia. Lontani da casa ma vicini nel cuore,  stretti l’un l’altro i ragazzi musulmani hanno partecipato con gioia ed allegria a questa importantissima giornata di festa . C’è chi dal Marocco, come Aya, ricorda la cena con i parenti e il profumo del cous cous cucinato dalla zia, chi come Dilal ricorda che in Bangladesh i dolci erano sulla tavola tutta la giornata.

 

 

 

 

Rosy dall’India ricorda i bei vestiti indossati per la festa , Biggie e Ablie dal Gambia indossano, infatti, splendidi abiti tradizionali per celebrare con eleganza  e seguendo la tradizione questo momento di grande festa. I ragazzi tunisini ricordano che da piccoli ricevevano soldi dai parenti e mangiavano dolci squisiti scorazzando , di casa in casa, per tutta la giornata. Amina dalla Somalia ricorda la grande festa a casa della mamma dove partecipava tutta la famiglia cucinando le prelibatezze tipiche della propria terra.

 

 

 

Malinconia si ma anche tanta gioia perché una grande famiglia proveniente da ogni parte del mondo può ritrovarsi nell’amicizia proprio qui al centro Interculturale Nanà. A tutti loro va il nostro affettuoso augurio affinchè questa grande gioia possa continuare a vivere in ogni giorno della loro vita.

Claudia Cannavacciuolo

Formazione e mediazione: i professionisti della Dedalus esportano il proprio modello in Germania.

Formazione e mediazione: i professionisti della Dedalus esportano il proprio modello in Germania.

Tre giorni di formazione didattica e sul campo. Una delegazione della “Bayerischerjugendringen” partecipa alle lezioni frontali ed all’affiancamento nelle attività pratiche dei mediatori ed operatori del centro Nanà.

Mediazione non è semplicemente un lavoro ma una vocazione, uno stile di vita che coinvolge operatori del settore a 360 gradi. Non è semplicemente attività amministrativa e burocratica ma studio, ascolto, coinvolgimento, anima e partecipazione. Il modello che caratterizza la cooperativa Dedalus ed in particolare il centro Nanà impegnato da oltre 30 anni nell’accoglienza dei minori soli non accompagnati, diventa un punto di riferimento per altre realtà europee che operano nello stesso campo. Con questi presupposti un gruppo di operatori della “ Bayerischerjugendringen” ha partecipato con grande entusiasmo al “job-shadowing” promosso dal coordinatore “Msna” Glauco Iermano che dice “ abbiamo voluto creare un’opportunità per permettere ad altre realtà internazionali che operano nel nostro stesso campo di assistere al modus operandi dei nostri professionisti proprio al fine di completare una formazione puramente didattica frontale con la pratica espletata nel nostro lavoro quotidiano”.  Tre giorni di formazione sul campo, affiancamento nelle attività di routine dei professionisti e lezioni frontali. Un sistema, dunque, volto a far comprendere attraverso la partecipazione-ombra degli operatori esterni, come si muove la macchina della mediazione, dell’accoglienza, della socializzazione e del settore amministrativo nella grande famiglia Dedalus. Al centro del progetto lo studio della mediazione come processo personalizzato ed individuale. “Una nostra prerogativa che caratterizza la mediazione in Dedalus è questa: tutti i nostri mediatori sono professionisti con un’esperienza diretta e personale alle spalle – spiega Laassad Azzabi coordinatore del centro Nana’ – sono migranti che hanno vissuto in prima persona le difficoltà dell’integrazione dal punto di vista sociale e burocratico. Crediamo, dunque, che persone che abbiano vissuto questa esperienza possano essere un supporto valido e necessario al fine di comprendere, assistere ed accompagnare i giovani migranti dell’organizzazione e nell’inizio di una nuova vita nel Paese ospitante”.

La formazione ha interessato, così, gli operatori del centro interculturale Nanà che hanno accolto la delegazione della “Bayerischerjugendringe”, realtà nata nel secondo dopoguerra al fine di scongiurare l’emergere di ideologie razziste e discriminanti ed impegnata tutt’ora in politiche giovanili. Le attività di routine sono state così suddivise: Dilal Hossen, mediatore proveniente dal Bangladesh ha tenuto una mediazione culturale in una scuola accompagnato dall’operatrice Stefania Schmid, Edlir Sina operatore sociale ed Amadou Janha  peer operator hanno sbrigato pratiche in questura riguardo permessi di soggiorno accompagnati da Osama Albernawi della (Bjr). Mariola Grodzka coordinatrice della area mediazione in Dedalus ha tenuto un laboratorio culturale scolastico con Maria Prahl e Basel Asideh. Suleyman Lowe, peer operator ha accompagnato Dwadari Mohamed nella visita delle strutture residenziali della cooperativa Dedalus e Margherita Torello insegnante di italiano per stranieri ha tenuto una lezione di italiano attraverso il teatro con esperti esterni dimostrando come la lingua italiana può essere appresa in un modo alternativo. Margherita Torello è stata affiancata dagli operatori tedeschi Andy Biberger e Nour Roston.

Claudia Cannavacciuolo