Category Archives: Storie di Noi :)

A volte ritornano…Vlad :)

A volte ritornano…Vlad :)
A volte ritornano…Vlad :)

Ciao a tutti,

Sono Vladyslav Horbachov, per gli amici Vlad…ho già raccontato qui sul blog la mia storia e spero che tutti l’avete letta. Dopo aver abitato per 8 mesi nella comunità Vavisol, ora vivo a Roma ma col mio cuore torno ancora una volta qui a Napoli e al Centro Nanà. Torno perchè voglio ringraziare un po’ di persone…

Ringrazio Lassaad, Laura, Edlir, Gina, mama Hawa, Halyna, Cecilia, Paola, Ismahan, Glauco, Nunzia…siete stati come una famiglia per me…

Ringrazio tutti quelli che lavorano alla Dedalus e al Centro Nana. Siete delle persone bravissime,aiutate noi stranieri che siamo in Italia senza documenti, casa e famiglia. Io ho passato con voi dei momenti meravigliosi…bellissime feste grandi passeggiate, attività e tanto sport…

Nella comunità poi ho conosciuto tanti amici: Ousmane, Azizul, Yamadu, Imran, Amadou, Ibrahim, Dilal,Silla…e tanti altri…

Per me avete fatto tanto…mi avete aiutato ad avere i documenti, mi avete insegnato l’italiano, mi avete appassionato e insegnato la cucina e l’informatica, ho giocato a calcio e sono andato in piscina, mi avete dato cibo e casa, cure mediche e vi siete presi cura di me.

Alla fine vi devo dire grazie anche per le “multe” che ho ricevuto, perchè sono servite per farmi imparare dia miei errori. .

Grazie!!!!!!!!!

Grazie!!!!!!!

Grazie!!!!!!!!

Mi mancate e spero che anche voi sentite la mia mancanza.

Grande bacio a tutti.

Ciao.

Il vostro Vlad.

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Le nostre storie: Vlad Horbachov

Le nostre storie: Vlad Horbachov
Le nostre storie:  Vlad Horbachov

Mi chiamo Vlad Horbachov, ho 17 anni, sono nato il 18 maggio 1998 e sono ucraino.

I miei genitori, Svetlana e Vasil, sono due militari in pensione. Quando racconto della mia famiglia, parlo sempre anche di mio fratello minore, Danilo di 14 anni, delle mie due zie e di uno zio a cui sono molto legato. In Ucraina ho preso il diploma dopo aver frequentato liceo di aviazione per due anni, tutto questo prima che nel paese scoppiasse la guerra. Quando è scoppiata la guerra con la Russia, rimanendo in Ucraina rischiavo di dover per forza andare a combattere e io non volevo. E’ stato per questo motivo ho deciso di andare via dal mio paese.

E così è stato. Ricordo di aver preso l’autobus che mi ha portato qui in Italia il 28 agosto 2015. Dopo essere arrivato qui, a settembre 2015 sono stato fermato dalla polizia e sono stato mandato in una comunità dove ho vissuto per due settimane. In quella comunità sono stato bene, ho conosciuto bravi operatori e ragazzi amichevoli. Da lì poi sono passato ad un gruppo appartamento a Napoli, dove vivo fino ad oggi e dove starò ancora finchè, tra qualche giorno, non farò 18 anni. Anche qui lavorano e ho incontrato bravissime persone, che mi aiutano sempre.  In casa abito insieme con 6 ragazzi: 3 africani, 2 bengalesi e 1 pachistano, tra di noi c’è stata subito molta simpatia e nei mesi siamo diventati ottimi amici. Passiamo tanto tempo insieme: studiamo, cuciniamo, puliamo, giochiamo e parliamo anche tanto. Ogni mattina io vado a scuola per le lezioni d’italiano e poi insieme ai ragazzi vado al Centro Nanà per passare tempo insieme ad altri ragazzi ancora e fare molte attività. Nella mia settimana, due giorni vado a giocare a calcio, altri due giorni vado a scuola di cucina e un giorno frequento scuola di disegno, mentre il lunedì e il venerdì facciamo la spesa tutti insieme. Il sabato e la domenica sono invece i nostri giorni di riposo 🙂

E’ passato quasi un anno da quando sono venuto in Italia e vorrei rimanere a vivere qua. Roma è la città che mi piace moltissimo perciò quando tra poco uscirò dalla comunità vorrei abitare lì, lavorare come meccanico e aiutare a distanza la mia famiglia.

Un abbraccio a tutti quelli che mi hanno letto.

Vlad

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Le nostre storie: Dilal Hossen

Le nostre storie: Dilal Hossen
Le nostre storie: Dilal Hossen

Ciao a tutti!

Mi chiamo Dilal, vengo dal Bangladesh e ho 17 anni. La storia della mia vita è molto difficile perché  nella mia infanzia ho sofferto molto e ho così imparato un sacco di cose. Un giorno ho deciso di venire in Italia per provare a cambiare il mio destino.  Il viaggio dal Bangladesh all’Italia è stato molto difficile ma grazie ad Allah, sono riuscito comunque ad arrivarci sano e salvo. Anche quando sono arrivato in Italia, la vita non è stata semplice come pensavo e come sognavo. Appena arrivato non avevo molta speranza, mi sentivo perso e dovevo pensare solo a sopravvivere finché non sono entrato in comunità dove ho iniziato una nuova vita. Gli operatori sono stati, e sono, per me come miei genitori e i ragazzi che ho incontrato sono come fratelli. Mi piacciono tanto le persone che ho intorno adesso perché loro mi stanno aiutando in tutte le cose della vita. Ringrazio Allah tutti i giorni per aver incontrato tutte le persone buone che mi hanno aiutato in passato e che ancora oggi mi aiutano. Sono felice.

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